Национальный музей восточного искусства (Италия, Рим)
National Museum of Oriental Art
Национальный музей восточного искусства имени Джузеппе Туччи (итал. Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci, MNOR) — музей в Риме, посвященный искусству Востока.
Коллекция
Музей замечателен коллекцией относящихся к ранней истории буддизма предметов гандхарского искусства, привезённых из археологических экспедиций итальянского Института Африки и Востока в пакистанскую область Сват (в частности экспедиций к буткарской ступе, в близлежащие развалины Барикота, в Панр и Алиграму), в Афганистан (раскопки буддийского храма Тепе-Сардар и дворца Масуда III в Газни), в восточный Иран (доисторический город Шахр-и-Сохте), а также предметов искусства из Непала, Тибета и Ладакха, собранных Джузеппе Туччи в его путешествиях 1928—1948 годов.
Здание
Музей основан в 1957 году и занимает часть Палаццо Бранкаччио, возведённого знатной семьёй Бранкаччио на месте женского францисканского монастыря со старинной церковью. Здание неоднократно перестраивалось семейством, а в течение значительной части XX века здесь был многоквартирный жилой дом. Здание в очередной раз перестраивалось, когда было отдано под музей.
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Музей располагает 14 залами и планирует расширение.
Источник информации: Wikipedia
Отзывы на «Национальный музей восточного искусства»
Небольшой музей с интересной коллекцией. Можно полюбоваться античными сосудами, женскиии украшениями, графикой и керамикой. В музее выставлена одна из ценнейших коллекций исскуства Тибета.
Палаццо XIX века, в котором расположен музей, доставило дополнительное удовольствие.
Музей закрыт более года назад. Никакой информации об этом нет на Google map.
На входе встречает небольшая вывеска о том, что он уже должен был открыться.
Il museo fa parte del Muciv, un polo museale nel quartiere EUR di cui fanno parte il Museo Paleontologico Etnografico Pigorini, il Museo dell'Alto Medioevo, il Museo delle arti e tradìzioni popolari.
Vi troviamo la collezione Tucci e tutti i reperti attinenti il Vicino e Medio Oriente.
Il corpus della collezione è costituito dai reperti provenienti dall'antico Impero persiano, declinato cronologicamente nei settori denominati Achemenidi, Sasanidi e Parti (terrecotte, argenti, ferro) e da un'area geograficamente incuneata tra Pakistan e Afghanistan, sviluppatasi intorno all'odierna Peshawar e chiamata Gandhara. L'arte del Gandhara è un"arte narrativa ispirata a Buddha che, mediante splendidi rilievi , decorava gli edifici religiosi. Si respirano influenze iraniane, persiane, indiane ed ellenistiche (ricordiamo che Alessandro Magno "ereditò" molti caratteri persiani e li porto nel suo esteso dominio).
Visita consigliata. Molti reperti sono di notevole pregio ed interesse.
Sebbene la collezione del Museo Tucci sia ospite all'interno del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, la sua disposizione nell'area dedicatale mette in evidenza dei superbi pezzi di arte orientale, dalla Cina, al Giappone, passando per i regni Achemenidi e di Palmira. Se cercate il museo, dovrete cercare le indicazioni per il Museo Pigorini, poiché la collezione di Arte Orientale si trova, appunto, al suo interno
VIA MERULANA CONFINE RIONE 1 MONTI-ESQUILINO Dopo i restauri necessari per i bombardamenti americani subiti -che colpirono anche la mia vicina casa- trovo' accoglienza nell'unico edificio principesco (Palazzo Principe Brancaccio) edificato nella capitale post-unitaria. Il museo ha un bell'ingresso che per ovviare al poco spazio ha ricorso ad una prospettiva d'angolo con fuoco centrale in una fontana parietale a grottesco con verzure (settant'anni fa tutta la vegetazione post-bombardamento era assai curata). Nell'angolo su via Merulana (non e' la omonima antica via originale tardo-impero, ad essa parallela ad est) l' asse divisorio che negli anni trenta spacco' in due il mio Grande Rione 1 Monti con la creazione di un altro rione, prendendo l'appellativo geomorfologico dalla localita' dell'altopiano delle Aesquiliae, sul terrazzo in prossimita' di tale angolo con paramento in simil-opera bugnata, si trovava ancora appena qualche decennio fa, la (mia) grande SIRENA d'allarme aereo, la quale avvisava anche noi che venimmo colpiti, dell'appropinquarsi della libberazzyone e che successivamente segnalava il mezzogiorno, poi sino al '68 anche congiuntamente al CANNONE del colle gianicolo. Il Palazzo Brancaccio ha (aveva) sul retro verso il colle oppio un magnifico parco di piante esotiche delimitato da un alto muraglione controterra adornato da (ora distrutte) ruscellanti fontane, nel quale parco, dal portone su L.go Brancaccio, entrai fine anni '40 per assistere alla prima rappresentazione del varieta' di Renato Ranucci (Rascel) "il Corazziere-E' arrivato il temporale". Nel 1987 sotto tale muraglione lasciato crollare, lungo la protostorica via di S. Martino ai Monti (chiesa paleocristiana) uno scavo archeologico porto' alla luce tracce di un importante minuscolo tempio circolare di eta' regia dedicato a divinita' locale delle Origini, scoperta mai fatta conoscere. Nel medesimo parco Brancaccio, quando vi fu realizzato l'omonimio (mio) cinema-teatro con le grandi coperture apribili a scorrimento, vennero identificate le (da noi) famose "Sette Sale" (in realta' nove) che costituivano le cisterne idrauliche della immensa (ancora si ignorano le smisurate dimensioni) Domus Aurea di Nerone (personaggio di spicco particolarmente inviso alla attuale becera intellighentia). Nel settore sud-ovest di questo parco, di fronte al vecchio dimenticato ingresso (a forma di grande capanna circolare in mattoni in una ex-aiuola attualmente infetto mondezzaio della limitrofa mensa-caritas) ai SOTTERRANEI della favolosa DOMUS AUREA, dirimpetto al vecchio cinema parrocchiale Sala Oppio mio antico lindo paradiso di gioie infantili, venne impiantata una grande profumata di sapone lavanderia industriale (pensate che dietro al cancello adiacente sulla sinistra del suo e di questo piu' piccolo ed elegante, s'inerpica ancora intatto un ripido CLIVUS ROMANO della prima repubblica) utilizzata, all'epoca del Grande nel Mondo Cinema Italiano, come scenografia nel film di Pietro Germi "IL FERROVIERE", che vedeva lavorarvi come operaia una giovane ed infelice Silvia Coscina. A pochi centimetri da qui, sempre ovviamente (incapaci d' oggi) all'interno dell'area della Domus Aurea, di cui costiuiva inimmaginabile arredo, sul limitare del grande (bellissimo curatissimo con ancora scoiattoli con le casette lungo i grandi tronchi, uccelli acquatici palmati nelle grandi fontane circolari circondate da roselle gialle e ricche di pesci : PUR DURANTE LA FAME NERA DEL DOPOGUERRA, con le 'Provvide' ) Parco del Colle Oppio - Roseto Comunale, dove io nacqui crebbi ed amai (oggi scientificamente ridotto a discarica umana) in un orto di monache, venne rinvenuto il Gruppo del LACOONTE, scultura romana copia della greca, ricordo della Guerra di Troia (La Grande Troia-VI , non la skolastica usurpatrice "VII/a", successivo relitto privo di ogni attributo da scavo: incapaci d 'oggi). Del museo Brancaccio ricordo che era assente la Grande Civilta' Sumera. Tutto il materiale contenuto risaliva a scavi, donazioni, studi d'anteguerra.
in fede mi firmo,
paolo rospo